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Epifania del Signore 2026 a San Paolo fuori le Mura, l’omelia dell’Abate Donato

EPIFANIA 2026

Il brano evangelico di oggi è ricco di spunti per la nostra riflessione, la nostra preghiera e la nostra vita. Evidenziamone alcuni, con molta semplicità.

Innanzitutto, c’è la menzione di Betlemme, il luogo nel quale Maria ha dato alla luce Gesù. Si tratta di un luogo tutto sommato marginale, dove, in una grotta adibita a stalla, il Salvatore dell’umanità è entrato nel mondo umile e povero. Senza dubbio è per noi un richiamo circa il modo di agire di Dio nella storia, nella quale Egli ama farsi presente attraverso l’umiltà, la piccolezza, la povertà.

I protagonisti del nostro racconto evangelico sono i Magi che, molto presumibilmente, erano dei sapienti provenienti dall’Oriente. Essi ci rammentano l’importanza di cercare la verità con sincerità di cuore, senza giocare al ribasso e senza lasciarsi scoraggiare dagli imprevisti o dagli intoppi della vita.

A Gerusalemme, poi, troviamo i sacerdoti e gli scribi, detentori – spesso fuorvianti e ipocriti – dell’interpretazione delle Scritture e dell’osservanza della Legge. A Gerusalemme vi è anche il re Erode, che incarna il potere politico. Come abbiamo sentito, egli è rimasto turbato al pensiero che la nascita di colui che i Magi hanno definito “il re dei Giudei” possa attentare alla sua sovranità. Qui vi è un richiamo a vivere i ruoli di responsabilità non approfittando e abusando della propria posizione per inseguire interessi personali, ma con spirito di servizio volto al perseguimento del bene di tutti.

Infine – e su questo vogliamo maggiormente soffermarci – vi è la stella luminosa che all’inizio sollecita i Magi ad intraprendere il viaggio, e in seguito li guida e li accompagna nella loro ricerca del “re dei Giudei”, anche se ad un certo punto scomparirà dalla loro vista, creando disorientamento.

La stella di Cristo

Secondo gli studiosi, la stella che fa da guida ai Magi è figura del Messia, il Cristo. Già il profeta Balaam aveva profetizzato il suo apparire quando aveva annunciato che una stella sarebbe spuntata da Giacobbe (cf. Nm 24,17). Il Cristo è dunque la nostra stella, che ci illumina costantemente, ci guida e ci accompagna lungo i sentieri della vita.

Tuttavia, benché Egli emani una luce che mai si spegne, tale luce può a volte scomparire dalla nostra vista, scomparsa che non necessariamente dev’essere addebitata al Cristo. Spesso siamo noi ad oscurarla, preferendo alla luce di Cristo altre luci, di natura effimera, che ci illudono e non riscaldano il cuore in maniera duratura. La luce di Cristo scompare dalla nostra vita ogni qualvolta il nostro sguardo, anziché essere rivolto a Lui, è ricurvo su noi stessi, rinchiudendoci nel nostro egoismo e rendendoci incapaci di scorgere il volto di Gesù riflesso in quello del prossimo, in particolare del bisognoso, del povero, di chi è emarginato o vittima di ingiustizia e di sopraffazione.

La stella della Parola di Dio

La stella, infine, è anche il simbolo della Parola di Dio che indica all’uomo il cammino da seguire, come è avvenuto con il celebre passo del profeta Michea citato dai sacerdoti e dagli scribi di Gerusalemme (cf. Mi 5,1), nel quale Betlemme era indicata come luogo di destinazione della ricerca dei Magi.

Se vogliamo seguire la stella che è Cristo non possiamo fare a meno di accostare con amore la Sacra Scrittura e lasciarci illuminare da essa, perché essa ci conduce a Gesù, Parola di Dio fatta carne, e perciò – come dice il salmista – è lampada per i nostri passi e luce sul nostro cammino (cf. Sal 119,105).

La gioia

Infine, il racconto del cammino dei Magi alla ricerca di Gesù ci assicura sul fatto che, ogni qualvolta ci apriamo alla luce del Cristo e della sua Parola, ci è dato di sperimentare una “grandissima gioia”, una gioia, però, che non è disgiunta da alcuni atteggiamenti che il brano evangelico cristallizza attraverso l’impiego di alcuni verbi, la maggior parte dei quali utilizzati in coppia:

– Entrare e vedere: lo scopo della lunga ricerca dei Magi è esaudita quando essi entrano nel luogo dove si trovava il Bambino e possono finalmente vederlo con i propri occhi. Quando la ricerca di Gesù è sincera porta all’incontro personale con Lui, un incontro che ricompensa di tutte le fatiche sopportate e che infonde nel cuore una luce nuova.

Con Gesù c’è anche Maria, una presenza senza dubbio importante per il nostro cammino di sequela di Gesù, in quanto, avendolo generato, ella ci può far da tramite e condurci per mano all’incontro con il Figlio, mostrandoci anche la via per accoglierlo nella propria vita: quella della fede umile e docile.

–  Prostrarsi e adorare. Qui ci viene soprattutto indicato l’atteggiamento con il quale vivere l’incontro con Gesù. Innanzitutto riconoscendo che Egli è Dio, riconoscimento che genera un senso di stupore, affettuoso e riverente insieme, espresso dal prostrarsi e dall’adorare Colui che per noi è tutto, perché in Lui è possibile trovare un senso definitivo al proprio vivere.

– Aprire e offrire: aprire i propri scrigni e offrire a Gesù i propri doni. I doni che il Signore apprezza sono soprattutto quelli che provengono dallo scrigno del nostro cuore, a cominciare dall’assenso della nostra volontà, grazie al quale possiamo consegnarci con fiducia alla sua Parola di vita, fonte di guarigione per le nostre ferite e luce per il nostro cammino. E poi ci sono i doni – unici e irripetibili – di cui ciascuno di noi è portatore, e che siamo esortati a gestire alla luce del Vangelo, così da metterli in circolazione affinché altri ne possano trarre beneficio. Chi dona con umiltà e sa condividere vive la beatitudine che scaturisce dal mistero di Amore che Gesù ci ha rivelato.

– Prendere un’altra strada: l’incontro con Gesù e gli impulsi della sua grazia possono sollecitare un cambiamento di rotta nel nostro cammino, al fine di evitare le insidie del male, qui rappresentato dal disegno perfido di Erode che voleva sopprimere Gesù. Per noi l’idea di fondo di questo cambiar strada è il cammino di conversione al quale siamo chiamati quotidianamente, e che è fondamentale per mantenere vive la fede, la speranza e la carità che animano e illuminano la nostra vita di credenti e che siamo chiamati a testimoniare al mondo.

  Che il Signore ci aiuti a camminare lungo i sentieri della vita tenendo lo sguardo fisso su di Lui, stella che mai tramonta. La sua luce ci avvolga, ci illumini e ci renda testimoni credibili della sua gioia, della sua pace e del suo amore.

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