Sabato Santo 2020

OMELIA DEL PADRE ABATE ROBERTO DOTTA

Carissimi Fratelli e Sorelle, la quaresima è terminata: solo poche ore fa abbiamo cantato l’esortazione penitenziale di Geremia “Ululate pastores et clamate, aspérgite vos cinere, quia completi sunt dies Domini”, e adesso la liturgia di questa Solenne Veglia di Pasqua già ci invita a celebrare nella gioia la Risurrezione del Figlio di Dio con il canto dell’Alleluia. *L’antico inno dell’Exultet ha celebrato la gioia del popolo cristiano: “Esulti il coro degli Angeli…  un inno di gloria saluti il trionfo del Signore risorto!”. “Gioisca la terra inondata da così grande splendore… Gioisca la Madre Chiesa, splendente della gioia del suo Signore”. Sì, sulla croce tutto si è compiuto. Tutto si è consumato! Anche la morte! Le braccia di Gesù, seppur inchiodate, rimarranno per sempre capaci di accogliere tutti i disperati, i buoni e i cattivi. Il cuore di Gesù, trafitto dalla lancia, non si chiuderà mai più a nessuna miseria, angoscia o ribellione: nessuna sofferenza gli rimarrà estranea. Tutto è consumato: le ore di angoscia al giardino degli ulivi, il sudore di sangue, le lacrime su Gerusalemme, i rinnegamenti, le derisioni, l’amaro calice e soprattutto l’ora delle tenebre, perché questa è l’ora della Luce. *Il Vangelo ci dice che, mentre era ancora buio, le donne si recano al sepolcro di Gesù con gli aromi necessari per prendersi cura del suo corpo. Si tratta delle donne che l’avevano seguito dalla Galilea. Con lui avevano conosciuto parole d’amore, giorni di libertà e, perché no, sognato un futuro altro. Sono le stesse che stavano sotto la croce e che l’avevano visto morire. Ora vanno al sepolcro. «Entrano e non trovano il corpo del Signore». Questa sorpresa provoca in loro uno smarrimento, un vuoto, pieno solo di domande; ed ecco che alla desolazione si aggiunge la paura. Due uomini vestiti di bianco chiedono loro: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo?» Si, Gesù è il vivente. Non solo è vivo adesso, ma è colui che continuamente vive, l’autore della vita: la sua missione è proprio generare vita. Aggiungeranno «Non è qui, è risorto». *Cari Amici, oggi l’ombra del venerdì santo cede il passo alla luce di un mattino senza più tramonto, un’alba nuova che illumina ogni angolo della terra, e ne avevamo tanto bisogno! È Pasqua: Dio torna con noi per le strade della vita per rivestirci della veste della sua misericordia e della sua tenerezza, per farsi carico del nostro sudore. Possano risorgere dal dolore tutte le persone provate in queste ultime settimane di emergenza sanitaria. Possano risorgere dal torpore i nostri politici per costruire i necessari spazi di solidarietà, di giustizia e di carità. Possano risorgere i giovani per tornare a sognare guardando a Cristo come amico e maestro. Preghiamo perché la luce di questo cero pasquale, segno di Cristo risorto, accenda nei nostri cuori la speranza e come le donne al sepolcro, ci faccia portatori del lieto annunzio a quanti sono schiacciati dal peso della difficoltà, della tristezza, della paura, rendendoci capaci di fasciare le piaghe dei tanti cuori spezzati. Buona Pasqua!

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